Rassegna bibliografica

Vol. 104, N° 1, Gennaio - Febbraio 2013

Analisi di strumenti, metodo e risultati dello screening tossicologico nei conducenti professionali Italiani.


Riassunto

Introduzione: A tre anni dall’entrata in vigore del protocollo di intesa Stato-Regioni del 2008 un importante numero di studi sono stati condotti sia per analizzare l’efficacia dei test on-site per la ricerca delle sostanze stupefacenti (oppiacei, cocaina, cannabinoidi, amfetamina e metamfetamina, MDMA e metadone) frequentemente utilizzati dal medico competente, sia per presentare i dati derivanti dall’esito degli screening effettuati durante la sorveglianza sanitaria.  Scopo del presente studio è quello di verificare se  le caratteristiche di sensibilità e specificità dei più comuni test on-site consentano una corretta applicazione di quanto disposto dall’attuale legislazione Italiana e, di analizzare gli studi pubblicati riportanti le percentuali di positività ai test per le sostanze stupefacenti. Materiali e metodi: È stata condotta una ricerca all’interno della letteratura scientifica nazionale e internazionale volta ad individuare gli studi e le analisi riguardanti: 1) la sensibilità e la specificità dei test on-site per la ricerca delle droghe nelle urine; 2) i dati prodotti durante lo screening per la ricerca delle sostanze d’abuso operato in Italia. È stato successivamente effettuato un confronto tra i vari studi. Risultati: Esiste un’ampia gamma di test on-site disponibili sul mercato, la loro sensibilità e specificità varia in base al modello e alla sostanza testata. La sensibilità di tali strumenti è scarsa se vengono utilizzati per la ricerca di basse concentrazioni (prossime ai livelli di soglia) di droghe e/o dei loro metaboliti nelle urine. Mancano studi di confronto tra test on-site eseguiti dal medico competente e test di conferma presso laboratori specializzati (con particolare riguardo ai falsi positivi riscontrati dal medico competente). Gli studi più rilevanti in termini di metodo e/o di numerosità campionaria riportano un tasso di positività (confermato al primo livello) compreso tra un minimo di 1.6% ad un massimo di 1.9%. Principali sostanze d’uso/abuso sono i cannabinoidi e la cocaina. Conclusioni: I test on-site (effettuati su matrice urinaria per la ricerca di sostanze psicotrope) associati alla metodologia imposta dalla legislazione Italiana, appaiono inefficaci nel perseguire le finalità del disposto normativo. Il basso tasso di positività riscontrato potrebbe essere riconducibile ad un errore nella prima fase dello screening ad opera del medico competente.

Keywords

guida professionale, Screening tossicologico nei luoghi di lavoro, sicurezza stradale, test di screening on-site